L’EXPO2015 E I VOLONTARI. CRONACA DI UNO SFRUTTAMENTO TUTELATO.


Io me lo son chiesta, che senso aveva, l’Expo 2015 chiede volontari pur essendo una “macchina” atta a produrre soldi e lavoro. Sarà che a me la parola “volontari”, evoca altri scenari tipo: la croce rossa, medicina senza frontiere, amnesty international, greenpeace, le persone che lavorano alle mense dei poveri o altre mille occasioni in cui abbino facilmente la parola “volontario” e non retribuito.

18500 persone lavoreranno senza essere pagate
18500 PERSONE LAVORERANNO SENZA ESSERE PAGATE

Allora son andata a cercare la definizione di volontariato e trovo (grazie ai dizionari on line):
“volontariato [vo-lon-ta-rià-to] s.m.
1 Lavoro volontario, non regolarmente retribuito, che viene prestato per acquisire la pratica necessaria all’esercizio di una professione
2 Servizio militare prestato come volontario; anche, la durata di tale servizio
3 Attività volontaria e gratuita svolta da alcuni cittadini a favore della collettività, dei malati, dei bisognosi ecc.”

Rifletto e penso
1 che cazzo di pratica svolgono per che cazzo di professione? Lo scopo di questi volontari è “di attivarsi nell’accoglienza e supporto per i visitatori e i partecipanti”. Dio non so perché a me vengono in mente le entreneuse? Stiamo preparando schiere e schiere di entrenuese maschili e femminili come incremento al lavoro in italia?
2 Leggendo il regolamento sospetto lo sia, per alcuni “volontari” (si sappiate che ci son pure le categorie dei volontari, 12 mesi, 6 mesi, 14 giorni, 1 giorno), ma non lo è quindi.. sorvolo.
3 Ecco questa è quella cui io abbinavo la parola volontariato ma sicuramente non è lo scopo dell’Expo2015.

Rimango stupita e basita, vado anche sul sito dell’Expo 2015 quello dove mettono perché devi lavorare gratis per un ente che prende soldi sia dagli espositori sia dal pubblico pagante.
Vedo i loro video creati ad hoc, (con dei creativi pubblicitari, insomma vendere un prodotto per avere un ritorno, il tuo lavoro gratis) per invogliare i giovani a lavorare senza compenso. Se guardi il loro video verrebbe da dire che in fondo lo fanno per te, per crearti un milione di contatti.
Che tesori che sono vero? Si dicono proprio così, potrai avere un milione di nuovi amici (e di conseguenza di like?).
Cazzus io fatico a gestire i miei quattro (veri) amici con il tempo che ho a disposizione, un milione come cazzo li gestisco?
Ma poi scusa non avete detto prima che lavoravo gratis per avere delle opportunità di lavoro e ora mi dite che è per avere l’opportunità di un milione di amici?

Lo so ci cadranno in tanti, e saranno anche convinti, su migliaia di persone qualcuno forse troverà qualche occupazione, ma questo mi ricorda tanto il film “Non si uccidono così anche i cavalli?”.

Volontari persone a parte, ma l’expo2015 giuridicamente come considera questi “soggetti”? Se si fanno male durante l’Expo2015 saranno tutelati? In caso di infortunio? Se un volontario fa danni a cose e/o persone risponde lui o risponde l’expo2015? E nel caso così non fosse, sono stati avvisati i volontari che risponderanno in proprio? La professionalità? Se tra questi volontari ci saranno delle teste di cazzo che non faranno bene il loro lavoro “come il buon padre di famiglia” e ti mandano a fanculo perchè “Cicci io già lavoro gratis, te mica mi devi rompere se arrivo con un’ora di ritardo, o se sbaglio”. Come verranno gestiti? Soprattutto in considerazione che continuate a romperci i maroni dicendo che questo Expo2015 è il biglietto da visita dell’italia all’estero, se il biglietto non è professionale, ma basato sul volontariato (con i loro limiti giustamente)?

Non si chiedeva tanto, ma un minimo di corrispettivo a queste persone che lavorano, ci doveva essere, perché questo fanno, lavorano.

Però vediamo a pensarci bene… ma se questa cosa funge per l’expo2015, potremo sempre estenderla al parlamento e a tutti i nostri politici no? Potremmo chiedergli: “Fai il volontario avrai cinquanta milioni di nuovi amici, gli italiani.”

“CONTROSPOT EXPO2015”

Una campagna per il lavoro retribuito contro l’altra campagna, cioè quella di Expo per invogliare i giovani a diventare volontari a Milano durante l’Esposizione universale del 2015. E quindi, in sostanza, lavorare gratis. Il video è curato dai ragazzi di Act.
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PROGENIE MIA


Progenie. Mediazione linguistica culturale, tesi con 110 e lode: “De Beers: un circolo vizioso di segregazione”.
Costina. Tesi con ricerca specialistica storica: “Stefano Borgia: un cardinale illuminato del settecento”.

Finalmente dopo tanto, dopo mesi di ricerca nel mondo del lavoro, finalmente un lavoro adeguato a questi anni di sacrificio personale, di studio, ricerca, trepidazione, rinunce e a volte ansia.


1000 pezzi 5,00 €

Le osservo mentre assemblano otto piccole minuscole sfere con quasi altrettanti pezzi. Vorrei arrabbiarmi, ma non ci riesco neppure più di tanto. Ci hanno sfiancato politicamente ed economicamente. Quanto ci metteranno a fare 1000 pezzi? Due, tre ore?

Rimango solo lì a osservarle mentre mi sale tenerezza. Il non trovare lavoro, il cercare di “non pesare in casa”, di far vedere che “io le sto provando tutte” porta anche a questo: 1000 pezzi a 5,00 €.

Sorrido, loro chiedono perché, e lo dico. Ridiamo alle nostre battute, di questa situazione. Bisogna saper trovare sempre il lato ridicolo della vita.  Ci domandiamo, se in questo modo, salvano nel terzo mondo dei bambini dallo sfruttamento minorile o se stanno portando via loro il lavoro.

Le loro mani vanno avanti mentre si continua a parlare, sai 1000 pezzi non son pochi, ora che arrivi a cinque euro.
Parliamo dei Puritani scappati in America e dei loro salmi del lavoro, dei canti gospel e dei neri d’America, sorridiamo del fatto che loro ascoltano MTVmusic mentre fanno quel lavoro. Di base sembra che nei secoli cambi solo la musica di sottofondo. Davvero la schiavitù in Europa è finita o ha solo cambiato forma?

Mi sovviene cinque anni fa, quando il Professor Celli, scrisse una lettera che iniziava con “Figlio mio, lascia questo paese”, tanti lo accusarono di ipocrisia. Io lo capii invece.

Ho l’amarezza di una madre che ha lavorato una vita anche perché sua figlia avesse qualcosa più di lei, magari solo una virgola, ma qualcosa di migliore in più. Invece mi ritrovo seduta sul divano a guardarla insieme a Costina, mentre assemblano pezzi di minuteria metallica per avere cinque euro ogni mille pezzi.

Sorrido amara e sento dentro di me quel basso brontolio sordo, lo stesso credo, che parte alle femmine degli animali quanto toccano i loro cuccioli.

Osservo le minuscole sfere, e so dove e a chi le infilerei, spingendole con un manico di scopa fino in fondo una a una.