CYNIC


Ho smesso alle rinunce per amore perché ho capito che l’amore non è sacrificio. L’amore aggiunge, non toglie.
E accaduto così, smettendo di rinunciare, mi sono permessa di iniziare ad amare me stessa e attraverso questo, dare spessore, valore e rendere piena la mia vita.

Non sto dicendo che sia facile, ma non è neppure difficile. Perché quando cominci ad intravedere la differenza tra amore e bisogno, non ti accontenti più. Ammetto, ogni tanto vorrei cadere nell’illusione e confonderli. Qualche volta è successo, perché il mio bisogno era (è) ancora forte.

Poi mi fermo e ricordo. Ricordo che chiunque ci voglia diversi da quello che siamo, non ci ama, ma cerca di rispecchiarsi in noi. Chiunque ci chiede prove d’amore, l’amore ancora non l’ha provato, ma ha bisogno di nutrimento per il suo ego. Chiunque ci tratta come momenti di vita a sua disposizione, ha già una vita e ruba la nostra. Chiunque ci inchioda alla sua gelosia, ci sta dichiarando il suo possesso, non il suo amore.

Potrei scriverne molti di “chiunque”, ma credo che sia inutile. Ognuno di noi, in cuor suo li conosce benissimo i “chiunque” che hanno condizionato, depredato, reso più triste o quantomeno più piatta la sua persona. Qualcuno, il “chiunque”, lo vive in questo esatto momento, e se mai leggesse queste parole, le sentirebbe vibrare dentro se.

Lo sento nella pelle, il bisogno ti rende prigioniero, l’amore ti rende libero.
Credo nell’amore, ci credo cosi intensamente, così profondamente, da non potermi accontentare di nulla di meno.

Mi rendo conto di essere diventata, nel tempo, una cinica che crede. Se qualcuno pensa che le parole appena scritte non siano quelle di un cinico, vi rammento che un cinico è un romantico perduto, ed io mi sono perduta, da molto.

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MEGLIO TARDI CHE MAI


Flash, no, non Gordon, ma del capire.
La consapevolezza della mia stupidità.
Lo chiamavo amore e non era manco un calesse.
Solo un enorme, immenso, inutile, giro a vuoto.

Anni triturati da occhi ciechi e pensieri affilati.
Tempo ed energia evaporati in una spirale contorta.
A saperlo prima mi dico, ma meglio tardi che mai, mi rispondo.

Sospira lieve il cuore mentre si acciambella come un gatto.
Questo vuoto improvviso sa di Mistral, spazza e rinfresca.
Mi siedo stanca al ciglio di una strada di campagna.
L’orizzonte è libero. Il futuro è là.
cat

IL CORTEGGIATORE


In questa ultima settimana sono stata corteggiata.
Una cosa un pò d’altri tempi. Quelle cose, che nell’era di facebook, non succedono più, ci ha messo la faccia, quella vera, non quella virtuale.

Un incocciarsi in un angolo fuori dal bar sotto casa. Un mio dire scusi e un suo sorridere. Un mio andar avanti e un suo seguirmi per dirmi: “E’ tanto che cerco una scusa per parlare con te e non trovo mai il coraggio, ma ti osservo da tanto”.

E così scopro che è davvero tanto. Mi dice che una volta mi ha anche chiesto da accendere per attaccare bottone. Gli ho acceso la sigaretta, ma ero con i miei amici e non ha avuto coraggio di andare oltre. Io non ricordo. Mi dice che gli son sempre piaciuta. Fumavo ancora e son oltre tre anni che non fumo.

Io strizzo gli occhi e lo scruto, una delle mie personalità al “mi piaci” (per qualsiasi ragione) va in difesa e di solito si accompagna sempre a quella che pensa “Ma che ci trovi in me?”. Ma ho anche una personalità che ama il mondo, e sa che da ognuno posso apprendere qualcosa. Ho persone splendide accanto a me, incrociate per caso, nella mia vita. Comunque dicevo, strizzo gli occhi, e vedo una persona gentile.

Io non rifiuto mai una persona nella mia vita, di solito lo faccio dopo, quando e se mi feriscono o ingannano. Per questo, alla sua richiesta di uscire qualche volta, rispondo si, ma da amici.

Lo scopo del post non era raccontarvi del corteggiamento, ma che questo “corteggiatore” mi ha fatto capire che, nonostante io continui a ripetere che non son chiusa a una storia, in fondo non son neppure aperta.

Sono abituata alla libertà della singletudine. Ai miei spazi fisici e non. Alla mia possibilità di decisione immediata, non mediata. Rinunciarci mi è difficile, credetemi il solo pensiero, il solo abbinare anche qua, scrivendo rinuncia libertà, mi stoppa il respiro e mi sembra che la gabbia toracica mi si stringa.

Mi si può dire, e a livello conscio lo so già, che essere in due non significa rinunciare alla libertà. Si me lo si può dire, ma mentre mi viene detto, a livello inconscio, son già su Alpha Centauri che ti faccio ciao ciao con la manina.

O forse la verità e che io non son innamorata, vorrei esserlo, ma non lo sono.

Forse la verità è che l’amore, non i surrogati, non ci farà mai pensare “rinuncia libertà” ma ci farà pensare “libertà in due”.
free

PS: Per io più curiosi, la risposta è sempre e solo stata “Solo amici” anche i giorni successivi

BIRRA ROSSA


Quella cosa lì, quella che le persone hanno dentro loro pezzetti di noi, si chiamano frammenti d’anima.

Ed è un bene rivolerli indietro, (i frammenti, non le persone; le persone non sono nostre), non saremo mai completi senza. Ci sentiremo sempre un vuoto dentro, non capiremo perché, cercheremmo di riempirlo con altro che non ci serve, nel tentativo assurdo di riempire questo vuoto.

Non puoi riempirti di “altro”. Rimarrai sempre vuoto. La verità e che ci manchiamo noi, non “altro”.

La cosa più brutta e che potremo rimane legati a una persona non per amore, ma perché lei conserva dentro se pezzi di noi.

Girovagheremo confusi nella nostra vita senza neppure sapere cosa cerchiamo, trattenuti su sentieri non nostri.

Io sto imparando. Ogni tanto li richiamo a casa, e nel farlo mi accorgo che ho spazi occupati da frammenti d’anima altrui.
Li guardo e li lascio volare via. Li lascio liberi di tornare a casa.
Lucciole

Con alcuni faccio fatica, poi penso: “Tanto chi mi ama torna a lasciarmene altri”. Questo accade con l’amore (in ogni sua forma), le anime si fondono e vi avvolgono in un abbraccio, per poi staccarsi e tornare due.

Chi non torna… che senso ha tenere cose che non mi appartengono? E’ quasi rubare, quindi è giusto lasciar tornare a casa anche quei pezzetti.

Insomma l’anima ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi cassetti per le sue cose.
Per far un esempio sciocco (come Willy), io le mutande del mio amico Willy non le metterei mai (non ho chiesto se lui metterebbe le mie però…) perché tenerle da me? Meglio che lui si tenga le sue, e quando vuole, se le infili e inviti me e le mie mutande a farsi una birra (rossa e belga) (la birra specifichiamo).

Integri, presenti, consapevoli. Si beve birra perché si vuole la birra, non perché dobbiamo riempirci lo stomaco di “altro” o recuperare le “mutande”. Questa è libertà, essere liberi di scegliere, e lo puoi essere solo se sai cosa vuoi nella vita, e non puoi sapere cosa vuoi, se ti mancano pezzi di te.

Willy vuoi una birra?
beer

(Sappiate che sono consapevole, ad alcuni di voi bastano le “mutande” senza birra. Io no)

BOMBE A OROLOGERIA


Certi amori ti scolorano, cancellano i contorni, come gomma la matita.
Raschiano i confini, ti disperdi, ti perdi.

Si installano nello spazio vuoto tra il nucleo e gli elettroni.
Bombe a orologeria, scoppieranno, squarciandoti in mille te.

Macerie di te.
E lì la libertà della materia grezza.
Nume di te stesso, sta a te scegliere la tua creazione

Explosions by Herczeg & Kaehr

DECANTER DI PAROLE


Vedi il problema di noi e che ci vedete come vorreste, non come siamo.

Confondete la nostra autenticità per disponibilità, travisate la libertà con “mi posso permettere tutto”.

A volte possiamo apparire volgari, ma se qualcuno ci ferisce, le lacrime le teniamo per noi. Sarà per questo che credete di poter affondare la vostra meschinità nella nostra carne.

Scambiate l’amore per debolezza, la dedizione per schiavitù.

Pensate che i nostri silenzi siamo dati dalla stupidità, ma vi stiamo solo osservando.

Scambiate la nostra tolleranza per una casa di altri tempi.

Mentite e ingannate con la stessa naturalezza con cui noi sorridiamo e abbracciamo.

Offendete con parole taglienti i bulbi oculari per impedirci di vedere la verità.

Vedete nel rosso il sangue di una preda, noi vediamo l’energia della vita.
Photo by Svetlana Melik-Nubarova

Se non fosse che la vostra egocentricità ha messo a rischio più di una fata rossa, neppure vi avrei visto.

Scrivo questo pezzo e poi decanto.
Certe parole vanno scritte a caldo e lette a freddo.

TU SEI TROPPO ESIGENTE


Sarà stata colpa della luna di stanotte,  di Barbra Streisand e una canzone, dall’aver (ri)sentito un piccolissimo pezzetto di dialogo di un film (*), ma una cosa che tenevo lì in sospeso da agosto, alla fine stanotte l’ho fatta.

Luna rossa, musica che permea come acqua nel terreno, frasi che mi ricordano come ero, come sono ancora oggi.

Quelle parti di me che continuano a rimaner sempre uguali e diverse insieme. Come i rami di un albero, non saranno mai radici o altro, ma anno dopo anno cambiano forma rimanendo se stessi, portando con sé il cambiamento della crescita.

Stanotte ho lasciato andare migliaia di lucciole luminose, frammenti d’anima non miei e ho richiamato a casa le mie lucciole. Lucciole luminose hanno volato stanotte e altre ne voleranno nei prossimi giorni, migrano, ognuno torna a casa sua.

Ho lasciato libertà.
L’amore vive in lei.

E’ vero “io sono troppo esigente”, lo son sempre stata, ma non potrei diversamente.

fireflies

(*) Quale pezzettino di dialogo? Questo:
Hubbel: Kathie,tu sei troppo esigente…
Katie: Però guarda che cosa posseggo…