TU SEI TROPPO ESIGENTE


Sarà stata colpa della luna di stanotte,  di Barbra Streisand e una canzone, dall’aver (ri)sentito un piccolissimo pezzetto di dialogo di un film (*), ma una cosa che tenevo lì in sospeso da agosto, alla fine stanotte l’ho fatta.

Luna rossa, musica che permea come acqua nel terreno, frasi che mi ricordano come ero, come sono ancora oggi.

Quelle parti di me che continuano a rimaner sempre uguali e diverse insieme. Come i rami di un albero, non saranno mai radici o altro, ma anno dopo anno cambiano forma rimanendo se stessi, portando con sé il cambiamento della crescita.

Stanotte ho lasciato andare migliaia di lucciole luminose, frammenti d’anima non miei e ho richiamato a casa le mie lucciole. Lucciole luminose hanno volato stanotte e altre ne voleranno nei prossimi giorni, migrano, ognuno torna a casa sua.

Ho lasciato libertà.
L’amore vive in lei.

E’ vero “io sono troppo esigente”, lo son sempre stata, ma non potrei diversamente.

fireflies

(*) Quale pezzettino di dialogo? Questo:
Hubbel: Kathie,tu sei troppo esigente…
Katie: Però guarda che cosa posseggo…

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EPPURE


Io amo le comodità, i bagni caldi, i camini accesi d’inverno, le spa costose, i bei vestiti, gli oli preziosi, l’aria condizionata d’estate, le bibite fresche, dormire quando voglio e i viaggi.
Mi sento a mio agio tra divani morbidi e sontuosi, tra amache che dondolano mosse dal vento tra gli alberi, nella sabbia tiepida che mi accompagna al tramonto verso il mare.
I miei occhi si nutrono di colori tenui, di dipinti accesi, di sculture dalle forme strane che solleticano la mente e da immagini che parlano senza intermediari alla mia anima.
Diciamolo, ho una predisposizione naturale al lusso e all’agiatezza, ciò che è dovere e fatica mi fa storcere il naso come bimba viziata.

Eppure.

Molte volte ho rinunciato a tutto questo e a qualcosa di più per non indossare il collare che mi avrebbe agganciato alla catena di qualcuno. Di catena ne avevo già una io, fin dalla più piccola età, chiamata dovere. “Dovere” però era quella che mi permetteva di non portare collari altrui. Prima o poi la spezzerò, perché nel frattempo, si è consunta negli anni.

Vorrei dire che l’unico collare che posso portare è quello che scelgo io e che di solito ha i colori dell’amore. Ma so che alla lunga nessun collare fa per me, neppure quello che ho scelto io. La verità è che l’amore non porta collari, porta libertà, ma gli uomini lo dimenticano.

Sarà per questo che io alla fine scelgo sempre Eppure.
Photo by Ivan Maranov

UNA VESTAGLIA DI TULLE ROSA


“Si arrampica sulla vetrata, indossa la mia vestaglia di tulle rosa confetto, getta nel vuoto i miei peluches dall’apertura in alto.

Mi ha rubato le coperte e le lenzuola, lasciandomi un letto spoglio. Non contento subito dopo si è preso tutto ciò che avevo sopra il comodino, anche le creme. Un feroce litigio (un occhio ai miei gatti perché temo faccia loro del male) e ho recuperato tutto. Basta però, basta tra di noi non è possibile, è finita.

Tiro il lembo della mia vestaglia rosa confetto per distrarlo, per impedirgli di lanciare nel vuoto ancora i peluches, lui continua imperterrito. Lo fa per lo stesso motivo per cui prima ha rubato lenzuola, coperte e creme. Ferirmi.
Tiro sempre più forte per farlo scendere. Poi accade, la vestaglia di tulle rosa confetto comincia a rompersi lentamente. Vedo il tulle lacerarsi, ma continuo, fino a quando si strappa in due.

Su di lui pezzi di tulle, sulle braccia e sulle spalle. Il resto è tra le mie mani. Non ho più modo di fermarlo. Osservo le sue caviglie, sono all’altezza dei miei occhi, dei miei denti. Si! Le morderò a sangue.
Lui lo percepisce, si ferma per dirmi, così mi farai cadere nel vuoto. Solo un attimo di esitazione. Si, cadrai nel vuoto, ma ti fermerò, non getterai i miei peluches.”

Mi sveglio di colpo, il cuore a mille. Non riesco a capire se ora sono nel sogno e quella appena lasciata è la realtà, o questa è la realtà e mi sto svegliando in questo momento.
Millesimi di secondo lunghi come minuti, il timore che la realtà sia una vestaglia di tulle rosa confetto lacerato, impregna l’aria.

Infine lo strappo dalle braccia di Morfeo. Capisco il sogno ma mi rimane la sensazione d’inquietudine, l’esser rimasta impigliata tra due realtà per una manciata di tempo indefinito, è la cosa peggiore. Quella che mi tiene sveglia.

La vestaglia di tulle rosa confetto io so cosè, non fa paura averla strappata, il lupo si morde la zampa fino a staccarsela pur di fuggire alla tagliola, per questo a volte si zoppica nella vita, la libertà non sopporta catene siano esse fatte di ferro o da fili di tulle. Vivere ha un prezzo.

Crescendo so di esser diventata meno “rosa”, ma ci sono altre tinte, ed io ho acquistato colori inaspettati.

Però devo smettere di addormentarmi al suono delle campane tibetane.

LO SFANCULAMENTO


E poi ci son giornate che ti senti un pò così:

Aver sfanculato alleggerisce l’anima da pesi che altrimenti portano la piega del labbro verso il basso, e invece così no, risale e si apre in un sorriso.
Poco importa che chi ho sfanculo lo sappia o no, prima o poi capirà (anche il perchè), ma sfanculare libera da tutto, anche dal dover dar spiegazioni. Io non devo niente, se non a me stessa.

Mi conosci. Chi mi da per scontata, chi confonde la mia disponibilità per debolezza, chi confonde il mio silenzio per approvazione, vede da lontano le mie spalle mentre mi allontano.

Ecco quelle che vedi sono proprio le mie spalle.
Dio come entra bene l’aria nei polmoni oggi.

SOCHI OLYMPICS WATER CLOSET 2014


Mi piace sorridere delle assurdità umane e mi piace far sorridere.

SOCHI OLYMPICS WATER CLOSET 2014
SOCHI OLYMPICS WATER CLOSET 2014

Di conseguenza non potevo non mettere questa mini carrellata:

Poi ho smesso di sorridere, ho visto questo:

Sapete una delle mie frasi cult-principio è di Ghandi: “Un individuo non può agire rettamente in un settore della vita e comportarsi in modo scorretto in un altro settore. La vita è un tutto indivisibile”.

Una nazione che non riconosce il diritto di scelta di amare chi si vuole, ha fatto la sua scelta. Anche io ho fatto una scelta,  per me queste sono le olympics water closet, in tutti i sensi.