EVOLUZIONE


«Sono purtroppo refrattaria all’essere consolata (mano sulla spalla, parole dolci, contrita pazienza e com-patimento – una serie di cose che mi fanno stringere lo stomaco più dalla rabbia che dalla sofferenza, e non fate a casa quello che leggete qui), e a quanto pare o esprimo sofferenza o parlo.
Se esprimo sofferenza, non riesco a parlare.
Se parlo, non riesco a esprimere sofferenza. (E’ il motivo per cui, fun fact, alcune persone parlano con estremo distacco di avvenimenti atroci a loro appena accaduti: non è psicopatia – o, almeno, non per tutti.)
Se scrivo, invece, riesco a esprimere sofferenza – e viceversa.
E va espressa, questa sofferenza. Non vogliamo i tic e le paranoie, giusto?»

La leggo, la penso, la vedo, la sento e la “guardo”. Mi stempero nei sorrisi incondizionati. In Progenie mi rivedo in alcune cose e il sorriso nasce dal fatto che, si lo so, lei è una versione modificata e migliorata delll’evoluzione umana.

epigenetics-by-matt-forsythe

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MICIO


Quasi 19 anni insieme.
La mia convivenza più lunga, escluso Progenie.
Venerdì ti sei spostato di dimensione.
Il mondo ha un graffio profondo senza te.

Quella scalfittura sulla superficie del mondo, ha prodotto un vuoto. Quel vuoto è la tua mancanza, che avverto improvvisa ogni tanto.

Progenie, lontana porta il senso di non averti salutato, e si preoccupa di me che ho potuto salutarti, ma ho dovuto decidere.
Io mi preoccupo di lei che non ha dovuto decidere nell’istante, ma ha l’incompletezza di un saluto non dato, e la consapevolezza di affrontare una casa senza di te, quando verrà.

La verità e che per entrambe sei stato, sei, membro effettivo della famiglia. Entrambe abbiamo il cuore dolorante, anche se sappiamo che ora stai meglio.

Ci si consola con l’idea di quel ponte arcobaleno, dove t’immaginiamo attenderci, e richiamarci verso te, quando anche noi diverremo pura energia.

Ciao Micio.
micio