HO IMPARATO


Sto imparando a tacere (bugia)
Sto imparando a contenermi (bugia)
Sto imparando a vivere (verità)

E non sempre mi riesce bene. A volte cado e mi sbuccio le ginocchia. Ma a volte mi riesce proprio bene, come mangiar caldarroste, una sera fredda d’inverno, davanti al camino con un bicchiere di vino rosso accanto e voci amiche che riscaldano il cuore.

Nel frattempo ho imparato a buttar fuori ciò che invece porta freddo, scuro, cupo. E da ciò ho appreso a diffidare di chi mi cerca solo nel momento del bisogno, da chi mi loda e m’imbroda, da chi mi esalta per comprarmi, dalle persone grette, da quelle false e da quelle che si piangono sempre addosso mentre fanno piangere gli altri, dagli scontenti e dagli imbronciati che aveva ragione mia zia a dir “dare a chi ride togliere a chi piange”.

Ho imparato a buttar fuori dalla mia vita tutto ciò, staccandomi da loro, come un vecchio petalo da un fiore.

E ho imparato che quando pensi di aver imparato, ti scopri solo a un nuovo punto di partenza.

Ma va bene così, perché ho imparato che i miei nuovi punti di partenza, son persone, anime come me fallaci, a volte un pò ingenue ma pulite. Se il mondo fosse pieno di loro sarebbe un posto migliore.

Io mi tengo il calore, i sorrisi, le persone vere e il cuore pulito il più possibile.

Photo by David Talley

SOTTOPELLE


Sarà che tanti pensano a me come rigida e intransigente, sarà che chi lo fa non mi vede, ma questo non è un mio problema.

Sarà che non sopporto i bugiardi, i manipolatori, gli approfittatori, i viscidi, gli arroganti, i falsi e gli opportunisti, anche quando gli voglio bene.

Sarà che spesso mi trovo a leggere quello che ho scritto un minuto prima e mi domando “ma davvero ho scritto questo”, quasi avessi avuto un black out e un’altra anima avesse preso le mie mani per scrivere.

Sarà l’aver sentito quella canzone passar per radio, a ricordarmi di cosa sono stata capace, di cosa sono capace.

Sarà questo vento, che amo profondamente, anche se secca la pelle, rende i capelli un groviglio di nodi e mi scompiglia le emozioni.

Ecco saranno tutte queste cose, e anche altre, che si nascondono timorose come scarafaggi sorpresi dalla luce improvvisa, ma oggi la sento lì sotto pelle strisciante e pronta all’attacco. La rabbia.

La mia rabbia, tela antica e distrutta di ragno, non è più letale ma è ancora lì a memoria di cosa fu. Mi ricorda parti di me usate, consumate e frustate. Parti uccise, schiavizzate e torturate. Atti di vandalismo e bullismo al cuore, fatti negli anni da fanti di picche, da regine di quadri, che si credevano re e regine di cuori, per detener un potere che non gli apparterrà mai.

Inspiro lentamente e ancor più lentamente espiro. Fa che nessuno mi sfiori oggi, perché la rabbia è la sotto, pronta a saltare alla gola e a recidere la giugulare.

TIREMM INNANZ


Ci sono andata da semplice cittadina. Avete presente quelle persone che possono sedersi, ascoltare quello che dicono, ma non aver diritto di dire nulla? Appunto direte voi “semplice cittadina”. Appunto dico io, da semplice cittadina sono andata ancora una volta al consiglio comunale di dove abito.

E ho la nausea. Di chi parla del bene della comunità, ma la comunità gli serve da trampolino di lancio per la propria crescita politica. Di chi di mestiere fa il politico, vive con lo stipendio da politico, se manca quello non ha lavoro e non ha lo stipendio. E si sa in questi tempi di crisi chi ha il lavoro se lo tiene stretto vero?

Torno a casa. Questa è la gente che programmerà il futuro di Progenie?
Questa gente cambia colore alla stessa velocità con cui io mi mangio una porzione di profitterol. Questa gente entra nei comuni nelle liste civiche sfruttando i non politici della lista che si danno da fare per il loro comune, blandendoli. Questa gente ha alle spalle un partito e un colore che fuori dalle comunali li porta alla scalata. La cupezza mi avvolge per trasformarsi in nausea dopo una notte di decantazione.

Ho la nausea e non so più se per loro o per chi li vota e li appoggia o di chi li contrasta con le stesse identiche armi. Chi ha più colpe? Chi sfrutta le situazioni o chi per pigrizia mentale demanda e si fa usare?
Del resto non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, non c’è maggior sostenitore di chi ha bisogno di rassicurazioni psicologiche. Chiudiamo gli occhi al baratro davanti, l’importante e non vederlo e aver ansietà. Mi viene in mente la favola del Pifferaio Magico. Sento che questa generazione è senza salvezza.

Mi domando se alla fine davvero abbiamo ciò che meritiamo?
Eppure io non credo di meritarmi quel tipo di politico. Arrogante, non guarda mai negli occhi le persone che rappresenta, ma guarda adorante il potere sopra di lui sperando di raggiungerlo. Noi siamo solo un male necessario, siamo solo una rogna fastidiosa ma invisibile.

Ho la nausea, per davvero in questo momento, talmente tanta da doverne scrivere per farla fuoriuscire in qualche modo.
Mi passerà, sospiro, alzo le spalle, dico “tiremm innanz”, andrò anche al prossimo consiglio, non potrò parlare, ma vi guarderò sappiatelo.

Tiremm innanz, che in questa mattina devo attraversare questa cupezza e questa nausea che mi avvolge.
Tiremm innanz, ma spero che mia figlia se ne vada da questo paese, in cui lei da sempre vive male, o che abbia la forza di cambiarlo senza che questo paese ferisca o cambi lei.
Tiremm innanz, chi si ferma è perduto.
Tiremm innanz che dell’utopia vorrei farne a meno, ma ancora oggi non riesco a togliermela da dentro.

L’EVOLUZIONE DI NESTORE, L’HOMOVIRTUALPAVONERECTUS.


A voi è mai capitato sul blog?
A me era capitato sui social, ma qua no. Non ero mai inciampata in un Nestore qui. Ma cè sempre una prima volta. (Se vuoi sapere cosa è un Nestore clicca qua).

Ora scopro che i Nestori esistono anche qua. Son più bravi e sgamati* di quelli dei social e sospetto che più di una di voi nel retro blog corrisponda con lo stesso una a insaputa dell’altra.

I Nestori qui son più grandi di età e hanno più esperienza, non son giovani e bellocci, son anche mediamente (non tutti) più acculturati. Sono un pò piacioni un pò puttanieri, ma poco all’apparenza, quel poco che serve a dare il tocco per creare attenzione.
Si nutrono di emozioni perché la loro vita ne è priva e per farlo non badano se “offendono” o “feriscono”.  Alcuni vanno più sul concreto, altri si accontentano di parole ed emozioni virtuali. Hanno un grande successo con le donne, perché son manipolatori e usano lo stesso linguaggio che usa la preda di turno (anzi le prede ne catturano più contemporaneamente, tengono la scorta), cosicchè ella si senta capita e ceda.
Il cedere non è solo la conquista fisica bambine, il cedere è l’avervi conquistate.

Anche loro, come i Nestori dei social, ti contattano in privato tramite la email, vogliono parlarti, ti adorano dopo un minuto, dopo dieci ti amano, previo prima trovarti “bellissima”, “intelligente”, “particolare”, “diversa dalle altre” ecc ecc  gli manchi e sei la donna che aspettavano da una vita.

Mentono. Spudoratamente mentono, lo so non ve lo aspettavate 😉

Bimbe mie, in fondo ammettiamolo e quello che vogliamo sentirci dire, e la loro forza e proprio questa, perché come dicevo nel 2010, spesso le donne non vogliono vedere quello che hanno di fronte, ma vogliono vedere quello che vorrebbero avere.

Non mi dilungo, tanto ripeterei quello scritto nel 2010. Sappiate che un Nestore mi ha contattato e anche se con me ha avuto vita più breve di quella di una mosca, mi sta sui cojotes che qualcuna di voi possa esserne preda.  Di conseguenza sappiate che io credo nella sorellanza.

Al mio Nestore personale voglio solo dire che aldilà di tutto, anche dall’incazzatura per il fatto che tu abbia offeso così tanto la mia intelligenza comportandoti così, mi dispiace per te davvero, lo dico con sincerità. Chi vive male nella vita reale non sono io.
E anche se (so già) mi darai della stronza per queste mie parole scritte, pensa se qualcuno si comportasse con le tue figlie come tu muovi qui nel blog.
Una come me la vorresti dalla loro parte.

Legenda:
*sgamato = furbo, che sa muoversi bene nelle situazioni.