MIRROR


Assaggiami, sono qui, lentamente, chiudi gli occhi, affonda le labbra nella pelle.

La tua lingua, cercami, paventa la spina, pungerà, se non la trovi, ti troverà lei.

Accarezzami, placido, sono manto di gatto sotto la tua mano, artigli sotto il pelo.

Distorci il tempo, ritrovami nei lineamenti, le tue dita conoscono a memoria.

Di Alice conosci lo specchio ma non lei, e questo ti farà perdere in te stesso.
Photo by Anja Bührer

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WINTER SEA


Sarà che stamattina il cielo era di quel grigio a metà tra la percezione del disastro e il colore di una coperta di lana d’un tempo, sarà che mentre guidavo, in sottofondo, alla radio passava la voce della Bertè che cantava “il mare d’inverno”.

Sarà per questo che mi arriva un ricordo antico di me.
Dicembre. I miei stivali a pochi centimetri dal mare. Chiazze di neve intorno. La sabbia bagnata. Un cielo plumbeo mentre scruto un orizzonte grigio. Sogno un rosa futuro che non è mai arrivato.

Winter Sea

Il tempo ti fugge a una velocità a cui non riesci star dietro, questa lotta persa per contenerlo. Cerchi di usare al meglio quello che ti rimane. Lo spreco dei secondi ti rende insofferente, se obbligata a viverlo fa di te un grumo a ph uno.

Credevi che avresti cambiato il mondo e sei arrivata a pensare meno male che il mondo non mi ha cambiato. La verità è che qualcosa, però, ha cambiato. Ampi pezzi di Utopia, ti son stati strappati e non fan più parte di te. I grandi ideali, i sogni di giustizia per gli uomini si son piegati, inginocchiati al dio Procrastino. Eppure hai creduto così tanto.

Sapete vorrei tornare ad accarezzare unicorni, abbracciandoli e appoggiando il viso sul loro collo. Chissà quando ho cominciato a perdere ampie parti di me?

Dio che spettacolo che ero dentro allora.

ALICANTE


Inciampi in una poesia di Prévert, alla fine del tuo respiro sei nell’ottobre del 2007. Ritorni in quella città che Prévert cita per un amore e tu ricordi in un flashback di emozioni e immagini.

ALICANTE
Un’arancia sulla tavola
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.

Le tue emozioni non sono legate a un amore, ma a te.
A quel viaggio fatto di notte, al sonno mancato, a quella mattina d’ottobre con il sole e un caldo estivo, al vento che attraversa la finestra e fa muovere le tende come ballerine seducenti.

Il mate offerto e passato tra parole in spagnolo e inglese, parole che ascoltavi silente non parlando nessuna delle due.

L’attesa della sera per la danza, il colore della città e il suo mare, sapore di sale sulle labbra, mangiar boccaditos e chiacchierare con sconosciuti.
Intuirlo, si intuirlo, quello sarebbe stato un attimo di vita, una bomba ad orologeria, prima o poi sarebbe scoppiato nel futuro.

E sei lì, nel caldo, nei pensieri di allora, a quella voglia di conoscere il mondo attraverso il sapore sulle labbra, energia impastata di fare, conoscere, amare e condividere.

Ti ricordi di te, di come eri. E quella sensazione ancora sulla pelle, del tepore che scalda e del vento che accarezza, mentre rumori di stoviglie fuori della finestra fanno da sottofondo.

Chissà quando ti sei persa.