MEGLIO TARDI CHE MAI


Flash, no, non Gordon, ma del capire.
La consapevolezza della mia stupidità.
Lo chiamavo amore e non era manco un calesse.
Solo un enorme, immenso, inutile, giro a vuoto.

Anni triturati da occhi ciechi e pensieri affilati.
Tempo ed energia evaporati in una spirale contorta.
A saperlo prima mi dico, ma meglio tardi che mai, mi rispondo.

Sospira lieve il cuore mentre si acciambella come un gatto.
Questo vuoto improvviso sa di Mistral, spazza e rinfresca.
Mi siedo stanca al ciglio di una strada di campagna.
L’orizzonte è libero. Il futuro è là.
cat

VENTO


Una volta è accaduto.
Una volta ho amato.

Ho amato così tanto da perder conoscenza di me ed esser l’altro.
Ho amato fino a ridurmi in schiavitù.
Ho amato con il corpo.
Ho amato con la mente.
Ho amato con il cuore.
Ho amato con l’anima.

Ho strisciato nel fango, corrotto il corpo, oltrepassati limiti, anche quelli che non sapevo di avere.
Ho pianto, ho sperato, ho gioito, ho sofferto, ho creduto di morire, ho pensato di rinascere.
Ho sviluppato percezioni, ho ascoltato silenzi, ho visto nel buio e parlato senza suoni.
Ho scoperto la mia debolezza, la mia forza, la mia energia, il mio potere e il mio dono.

Non ho altro modo amare.

Un altro tempo è un altro luogo porterà le stesse foglie a vibrare insieme.

Folata di Bora, ho amato. Era ieri.

Soffio di Mistral, amerai. E’ oggi.
photo by Meagan V. Blazier