MOMENTI


La sensazione è un po’ quella.
Di una vita che scivola, come sabbia nella clessidra.
Anzi come acqua, che la sabbia un po’ riesci a trattenerla, l’acqua no, segue il suo percorso. Ti lascia alle sue spalle, senza neppure tener la tua forma.

Si lo so, abbiamo ciò che vogliamo e in cui ardentemente crediamo, ma poi capita che ti chieda “Sì, ma io cosa voglio veramente?” E ti trovi alle prese con una domanda cui non sai dare risposta.

Sono consapevole che questa irrequietezza, questa confusione, questo anelare ad ali nuove, sono i sintomi di una trasformazione interiore, l’ennesima, che prepotente chiede anche un cambiamento esteriore.

Ho appreso, nel tempo, che quello che ti blocca son le paure legate all’ignoto, o al noto che t’incute timore. Programmi antichi di sopravvivenza.

Ne ho la certezza, è solo un momento, ma so anche che “momento” ha una grandezza a seconda il tempo con cui lo raffronti. Un tempo umano? Un tempo storico? Un tempo divino? Quindi ogni volta me lo domando. Quanto durerà, questa volta, questo “momento”?

L’ESATTO MOMENTO


Quell’esatto momento in cui ti rendi conto che non potrai mai più bere uno Sbagliato in vita tua.
Sadness

Mai più Sbagliati, mai più Negroni, mai più Negrosky.

Perché tu sei vegetariana, è uno degli ingredienti dello Sbagliato è il campari rosso e il colore rosso del campari è dato da un animaletto che vive sulle pale del fico d’india. Si chiama Carminio di Cocciniglia.

E’ quell’esatto momento in cui ti rende conto che ti dovrai sacrificare a bere mojito tutta la vita, anche d’inverno.

FOLATA


Te lo dice all’improvviso: “Non succederà mai, ma tu non potresti essere in ogni caso l’avventura di una notte, o uno sfizio da togliersi”. Quelle parole arrivano sul volto, improvvisa folata che ti scompiglia i capelli. Tu lo sai, lo senti, lo percepisci, son parole che pensa e non un’esca.
Questa folata in questo lunedì mattina, ti fa sedere a pensare.

La maggior parte degli uomini non ti vede così. Colpa dell’età, colpa della vita, colpa di checcazzoneso, e sinceramente, checazzomenefrega, cercano un attimo fuggevole per lenire il vuoto, per riempire una vita costruita sulla sicurezza, sul controllo (proprio e altrui), sulla noia e sul bisogno. Che ottimo diversivo puoi essere.

Piccoli stupidi, avete sempre confuso il mio esser libera con disponibilità sessuale. Le vostre gonadi vi hanno reso schiavi ottusi e neppure ve ne rendete conto.

Poi arriva questa frase, ma dire questa frase vuol dire arrivi tu a dirla. E mi lasci interdetta a pensare. Mi hai visto per quello che sono, senza nessuno sforzo, celata nelle pieghe di quello che scrivo e dico, mi hai visto e basta. Nessuna bugia, nessuna pressione, nessuna falsità, nessun chiedermi qualcosa. Mi hai fatto solo sapere “Ti ho vista”.

Il mio sedermi a pensare è stato il tempo necessario per far passare la folata tra i capelli e il tempo di scrivere: “Peccato che le persone giuste io le incontri sempre nel momento sbagliato”.
Photo by Oleg Oprisco