ADOTTA ANCHE TU UNA SPERANZA


Sono nella fase “umore particolare”(*). Così tante cose brutte nel mondo, ovunque gli occhi cadano, c’è una notizia che mi fa contrarre il cuore e con lui l’anima. Odio, stupidità, crudeltà, dolore.

Scorro facebook e come spesso mi succede ultimamente, mi chiedo che caxxo lo tengo aperto a fare, ho un’intolleranza al 90% di quello che dicono. Poi mi suggerisco che queste mie parole a sua volta son lamenti inutili. O ti togli o rimani. E mi cresce l’irritazione con me stessa.

Poi lo leggo. E lo penso. Vale pena tenerlo aperto solo per seguire lui. Per fargli da cassa di risonanza, per dare anche un solo piccolo contributo a quello che fa. Lui mi concilia con il mondo, lui mi fa sperare quello che nei giorni particolari non riesco, forse prima o poi, come razza riusciremo ad elevarci. Lui è Massimiliano Frassi:

“Romania. Arrivano le relazioni di nuovi bimbi da inserire nel progetto di adozioni a distanza. Tra questi una piccolina. Di nemmeno 2 anni. Forza amore ce la dobbiamo fare. E un giorno tutto questo sarà un ricordo sbiadito.”

L’ho detto tante volte, lo seguo da anni, lo amo da anni, lo supporto (nel mio piccolo) da anni, il mio cinque per mille da anni va lui. Se gli angeli assumono forma umana, sicuramente Max è una di quelle forme.

Quindi invece di pensare alle cose brutte, agli odiatori seriali, agli arroganti ignoranti, agli stupidi fecondi, diamo una svolta alla giornata, con il FARE.

La frase che avete letto sopra, detta da lui, si riferisce a un progetto di adozione a distanza che segue e promuove da anni all’interno della

Associazione Prometeo, e qui il modulo per adottare a distanza

con l’Associazione. Io in questo esatto momento non posso spendere di botto l’intera cifra annuale per l’adozione 120,00 €, ma il mio piccolo contributo mensile questo mese posso darlo a loro.

Se anche per voi in questo momento 120 € sono tanti, pensate che sono 10 euro al mese. Se tanti di noi versassero solo 10 euro ogni tanto, anche senza dover per forza adottare a distanza, permetteremmo a lui di farlo. Pensateci. Dieci euro ogni tanto, un sorriso di bimbo ogni giorno.

PS: gli iban dove potete versare anche dei piccoli contributi ogni tanto, li riporto qua sotto:
– Conto Corrente Postale: n.° 24070476 intestato ad: Associazione Prometeo Onlus.
– UBI Banco di Brescia – filiale di Pisogne – conto n. ° 12783 ; cab 54960 ; abi: 03500 ; – Codice iban: IT 59 E 03111 54960 000 0000 12783
– UBI BANCA – filiale di Gorle – conto n. ° 73317 ; cab 53100 ; abi: 5428 ; Codice iban: IT 23 V 03111 53100 000 0000 73317 .
Intestati a: Associazione Prometeo Onlus.

(*) definizione di particolare: non sono incazzata, ma forse di base si, non sono triste, ma forse di base si, non sono intollerante, ma forse di base si, non sono acida, ma forse di base si, non sono demoralizzata, ma forse di base si. Così via, mettete voi a piacere aggettivi.

ZABETTA TIME


Sappiate che nonostante il mio primo giorno di palestra dopo due anni, stamattina riesco a camminare e anche a sorridere contemporaneamente, e posso assicurare con certezza che:

* le mattonelle arancione hare krishna delle docce della palestra, popoleranno i miei incubi per i prossimi mesi

* gli specchi in sala attrezzi sono il male! Oltre a vederti nella tua cicciosità ad ogni parete, ti vedi in continuazione sudaticcia e rossa (e non sto parlando dei capelli)

* i muscolati esibizionisti esistono in ogni palestra

* vi è un certo tipo di donna da palestra, che la fa truccata e con gli orecchini pendenti, e tu continui a domandarti “Ma come caxxo fa a non sudare e diventare un panda?”, perché tu appena chini la testa, grondi, che la cascata del Niagara ti fa un baffo

* si lo so, son zabetta, ma sulla cyclette mi annoio e mi guardo intorno

* i ciapett, ogni volta, si rendono conto da quanti muscoli son formati

* l’istruttore ti da i pesetti da un chilo “perché sai le prime volte…” (sottotitolo sei donna) e come sempre dopo è obbligato a dirti “Forse per te son troppo leggeri”

* il percorso è lungo, ma qua tutte noi (le mie personalità multiple e io), sappiamo essere tenaci

* consumerò meno corrente elettrica e acqua calda a casa

* quando esci dalla palestra, hai una fame boia, l’insalata con le uova sode è un piatto squisitissimo

* te lo dici “Ok Rossa, dai, il ghiaccio e rotto, hai iniziato, ripartendo dal/di nuovo”

Ecco, niente di che questo scritto. Un flash di vita, la mia, e la consapevolezza che per ritrovarsi, bisogna prima perdersi.
(Sì, ma io a sto giro mi compro un navigatore!)

PUPPA


Il peso è sempre stato il mio tallone d’Achille. Sempre.

In amore va male, sei triste e disperata, piangi e soffri? Alle altre si chiude lo stomaco e non riescono a mangiare. A me si apre una voragine, che Gargantua me fai un baffo!

La vita diventa più tosta, frenetica, l’ansia ti toglie il respiro? Agli altri passa la fame, cibo no grazie. A me si apre un pozzo, che Pantagruel me fai un baffo!

Arriva quel momento in cui la soglia di stress supera abbondantemente per km la linea dell’equilibrio? Quindi, oltre all’andata, tornare all’equilibrio, vuol dire un lungo percorso a ritroso? Agli altri si spegne l’appetito e si attiva l’adrenalina, a me si attiva la Fame, (si quella con la F maiuscola), che Gargantua e Pantagruel insieme, me fate un baffo!

Eh niente, è così, combatto da una vita con questo mio modo di compensare le cose che non posso risolvere a breve.

I vuoti improvvisi, le ferite d’amore (chiamiamole così, perché chiamarle “sciabolate inferte con forza e noncuranza da persone con gravi problemi interiori e psicologi” è troppo lunga), lo stress, la paura di non farcela economicamente, la sensazione che o ci pensi tu o ci pensi tu, la “saltuaria solitudine” (perché chiamarla “che cazzo ci sto a fare in mezzo a voi che l’unica cosa che abbiamo in comune è l’appartenenza alla stessa razza, e non ne sono tanto sicura”, è troppo lunga). Solitudine saltuaria non delle persone ma di menti affini a te nel vivere, sentire, percepire amare la vita alla-nella stessa vibrazione. E infine quella cosa detta per ultima, ma forse avrei dovuto dirla per prima. Il “sentire”. Sentire il peso di un mondo così diverso da me.
Ecco tutto questo fa si che io, a volte, ceda e mi faccia questa cosa tremenda, mi ancoro a questo mondo tramite il peso.

Certo poi mi rendo conto che è assurdo, ma quando sono in mezzo alla bufera di una delle cose appena scritte (anche più di una, che si solito viaggiano in gruppo, le bastarde), pur essendone consapevole a livello logico, a livello emotivo mi alzo il dito mediano da sola e mi dico “puppa” e mi “ancoro nel modo sbagliato”.

Poi arriva il momento, dopo innumerevoli ragionamenti tra me e me, dopo approfondite discussioni tra me e le mie multiple personalità, faccio scattare il relè interiore, e ricomincio a far del bene al mio corpo, che delle seghe mentali mi son stancata.

Ieri mi son iscritta in palestra, comincio settimana prossima, abbonamento annuale.

Mi son iscritta in palestra, per perdere tutto quello che ho accumulato in un anno e mezzo. Ed è tanto. Ancora una volta.

Speriamo che con l’età abbia appreso e questa sia l’ultima volta che mi ancoro con il peso e non con l’anima.
Insomma, il puppa, stavolta lo diciamo alla ciccia.

CALZETTONI


Tipica giornata di maggio dalle mie parti.

Una di quelle giornate che ti fanno capire che la vita è imprevedibile, e se vuoi viverla bene devi accettarla per quello che è.

Quindi se ti aspetti le rose e arriva la neve, mettiti i calzettoni e gustati l’aria fredda che ti fa sentire quanto calore hai dentro.

EMPTY



Quello spazio vuoto tra un pensiero e un’emozione
che vorresti riempire con un abbraccio

STANDING ROCK RISING


C’è stato un certo punto, da piccola, molto piccola, mentre guardavo i film in bianco e nero, nonostante John Wayne e molto prima di Dustin Hoffaman, in cui ho cominciato a parteggiare per loro. L’istinto mi diceva che non era andata proprio come Wayne attore suggeriva.
Credo sia iniziato allora il mio parteggiar con le minoranze. Quando si giocava a “cowboy e indiani”, io volevo sempre far l’indiano. Poi ho visto “Il piccolo grande uomo” e quello che avevo insito in me come percezione è esplosa come certezza nella mente.

Oggi, a distanza di anni e anni, parteggio ancora per loro, perché hanno combattuto, stanno combattendo, anche per noi.

Mi ritrovo dalla parte di una minoranza in un mondo che pensa con una lungimiranza pari a -2 e non riesce a capire l’importanza del suolo che calpesta.  Tutto ciò in nome di un demone chiamato denaro, che si traveste con la tunica “progresso”. Tunica che si strapperà appena avrà ottenuto il controllo assoluto.

In un mondo dove la gente si insulta e odia, io sto con la gente che ama e prega.

Foverer standing with you

forever-standing-the-last-day-of-oceti-sakowin-camp-credits-redhawk

Standing Rock Indian Reservation

Dakota Access Pipeline protests

Facebook Standing Rock Rising

EMUOVITI


Dal mio personalissimo progetto Emuoviti, emozioni in movimento, vi ho parlato altre volte, sono i miei micro supporti economici.

A febbraio il mio micro contributo per la razza umanoide va Emergency.
In Iraq, in Afghanistan, in Africa, in Uganda e anche in Italia curiamo uomini, donne e bambini vittime della guerra e della povertà. Non ci interessa da dove vengono, in quale Dio credono, qual è il colore della loro pelle. E a te interessa?
Costruiscono ospedali, curano uomini e cuccioli di uomini. Nonostante l’anima oscura che l’uomo ha insita in se, loro continuano a nutrire la parte di luce.

Il mio micro contributo per la razza non umanoide va anche questo mese a Andrea Cisternino – Rifugio Italia Ukraine.
Che dire di lui che non ho ancora detto? So che se non potessi tenere io i miei amori pelosi, spererei che li adottasse lui.

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