PENSIERI AD CAZZUM


* Esce dalla radio dell’auto mentre vado in ufficio, è questo il genere di musica che mi porta in un mondo i cui confini non sono visibili.
Torno ad antichi film dai colori soffusi, anni ’50 e ’60. Frank Sinatra, Dean Martin, Doris Day, Jerry Lewis, Rock Hudson, Elvis Presley e tutti quei cantanti-attori lì insomma. Quei film che mi hanno fatto credere che bastava essere brava, gentile e onesta e la vita sarebbe stata brava, gentile e onesta con me. Dovrei odiarli per questo, e invece no.
Li ho visti in televisione da bambina, quando il mondo dovrebbe essere un enorme sogno da esplorare. Io, invece, ero in un periodo in cui la vita mi stava allenando. Loro mi hanno fatto sognare, e io amo chi mi fa sognare, anche oggi.

* Progenie mi scrive da Berlino. Le sue parole sono un regalo:
“Volevo ringraziarti per una cosa: il come tu continui a fungere da esempio di persona che non smette di mettersi in dubbio. Conto di affinare questa arte sempre di più, e tu con cadenza regolare mi ricordi questo intento.”
Come Mater non sono stata (non sono) proprio il massimo, ne sono consapevole, ma se Lei pensa questo di me, forse un pò me lo posso permettere di gongolare (come sto facendo ora, adesso, in questo momento, non ne avete idea).

* I libri non son ancora riuscita a impacchettarli, ho una forma di repulsione fisica a toccarli, stanno lì, nel loro pacco di arrivo, nella libreria ad altezza occhi, mi domando come mai provi tanto fastidio alla semplice idea di toccarli. Non mi do risposte. E neppure le cerco.

* Stasera mi guarderò la terza puntata della seconda serie di Sense8. Ho questa passione per la fantascienza da sempre. Forse perché leggendola fin da piccola, mi sono accorta che in quelle parole scritte, c’erano embrioni di futuro. Leggendola (o in questo caso guardandola) faccio già parte del futuro che non potrò vedere, o forse fuggo da un presente che mi sta stretto.

LA ZATTERA


Ecco, ora ho capito, il problema è quello lì.
Questa cosa, questo avvenimento capitato in questa primavera da dimenticare, mi ha minato nelle sicurezze. Non sono più sicura di me. Non credo più così tanto in me e di conseguenza negli altri. Ora ho paura. Tutto mi sembra instabile, insicuro, come camminare su una zattera nel pieno dell’oceano mentre è mosso, con gli squali intorno. La sensazione che ti attaccheranno e tu non avrai difese.