L’AMORE E IL DITO MEDIO


Avevo scritto un post.
Ho cancellato tutto.
Quasi.

Ho conservato tre frasi.
L’inutilità delle parole mi sembra sempre più ampia.
Mi si fondono le emozioni mentre le penso, non riescono ad arrivare alla tastiera.
Forse dovrei solo postare foto per un pò.

In ogni caso i concetti sopravvissuti sono:

L’amore per una persona, per una cosa o un’idea può svanire, può frantumarsi e a volte lasciare te frantumato. Ma l’amore ti fa sempre un regalo, anche quando se ne va. Ti regala il talento che ha scavato e portato alla luce, quello ti rimane, è qualcosa che ormai fa parte di te.

Poi ti guardi intorno e lo vedi. C’è gente che ama l’odio, perché l’odio la fa sentire viva.

So amare ancora chi mi ha ferito* e questo mi ha reso, mi rende, libera.

*(oh non tutti, non immaginatemi tutta new age e simboli di pace, io al massimo alzo il dito medio)

Annunci

FLUIDA


I miei pensieri volano come rondini ai primi freddi. Cercano posti caldi dove adagiarsi e riprodursi.

Tengo stretto a me il cuore. Non per avarizia, non per paura, ma nella ricerca di chi lo tiene allo stesso modo, in attesa di donarlo a me.

Emozioni come gatti acciambellati accanto al fuoco del camino. Aspettano di sciogliersi con il calore.

Sospiro a riempire l’aria di me.

Mi ascolto il petto nel mio librarmi, cadere, per poi riprovare ancora il volo.

Chiudo leggeri gli occhi a vedere, dietro le palpebre, le immagini dei miei sogni fatti colore.

Le mille me si siedono ai bordi del fiume, muovono le dita dei piedi nell’acqua, a percepire il suo parlare tra vibrazioni e carezze. Divento fluida insieme a lui.

Io sono anche questo.

IL TERZO AMORE


Il primo è quello nell’adolescenza, quello in cui pensi che non esista il tradimento, il dolore, l’incomprensione. Si ne hai sentito parlare, ma per te sarà diverso. Per voi sarà diverso. E‘ l’amore con cui comprendi che entrare nel “meraviglioso” mondo del “noi” pare più un ring che altro.

L’amore borderline che oscilla tra incazzature e gioie. Tra passione e cupa tristezza. Tra estremismi emotivi a seconda del giorno, ora, minuto e secondo. In questo modo, mentre ti frantumi, cominci ad apprendere il senso più ampio della parola “amore”.

Il secondo amore è quello dell’età adulta, sai che non esistono solo coniglietti rosa, unicorni e soffici nuvolette. Hai i piedi piantati per terra. In genere hai in mano la tua vita.
Poi lo incontri ancora, l’amore, ma (ah sempre questi benedetti ma) ti aspetti qualcosa da questo amore. Cosa ti aspetti dipende dai tuoi bisogni. Nell’ipotesi più sana, ti aspetti che ti renda felice e ti riempia la vita.
Come tutte le aspettative, è destinata, come il Titanic, a infrangersi contro l’iceberg delle aspettative altrui.
Ma prima che ciò accada questo amore, facendosi breccia in te, sgretola ogni tua certezza e come sanguisuga si nutre dei tuoi bisogni, quando termina, tu sei devastato.

Io so che esiste un quarto amore. E sto aspettando quello, se è destino che ci si incroci in questa vita.

Il quarto amore è quando non ti aspetti che l’altro ti renda appagato e pieno. Lo sei già. Vuoi condividere la tua perfetta imperfezione con qualcuno che vuole far la stessa cosa, condividere la sua perfetta imperfezione con te. Null’altro.
Non hai aspettative, non hai bisogni, sei già equipaggiato per viaggiare bene da solo nella vita. Quindi viaggiare in due è solo la versione full size, della vita, non la vita.

painting-by-amanda-cass

Si lo so vi chiedete dal secondo al quarto? Ma il terzo? Il terzo è quello senza il quale sicuramente al quarto non ci arrivi.

Il terzo amore è per te stesso. Ti ami già da solo, si ok ogni tanto ci litighi con te, ma poi ci fai sempre pace. L’amore esterno che incontri è l’optional dell’universo.

Rimanere solo non è un problema. Non hai paura degli spazi vuoti, perché non hai spazi vuoti da riempire, anzi ogni tanto devi far un pò di pulizia per far entrare tutte le cose che vorresti fare.
Far entrare un’altra persona nella tua vita vuol dire “far spazio” ulteriore delle tue cose. Quindi ci pensi un sacco prima di farlo, e se lo fai, deve valerne la pena. Deve essere il quarto amore, altrimenti, diciamolo tre è da sempre il numero perfetto.