BRIDA


Oggi il social blu mi ricorda una frase scritta nel 2008: “Ho ricevuto in regalo “Brida” con una frase sottolineata in giallo…”

Willy sottolineò la frase prima di spedirmelo. Willy a distanza di anni non si ricordava cosa aveva sottolineato, e voleva saperlo da me.

Io me la ricordavo, ma son anche convinta che se dimentichi, a meno che non soffri di demenza senile, è perché quel momento, quel ricordo, quello scritto, non ha più valore. Non ti appartiene più, non fa più parte della tua vita e quindi devi lasciarlo scorrere nell’oblio.

E’ strana la vita, ha i suoi colori, social blu, frase gialla e io, non so come mai, mi sento morbidamente opalescente.

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TRAGUARDI


Così tanto da dire e le parole giocano a nascondino negli anfratti dell’anima.

Grandi cambiamenti, voli fatti con maestose ali, un braccio sinistro che si stacca, ritornar piccola attraverso la crescita, banchi di scuola di vita e non.

Il cambiamento è lì davanti a me, è arrivato, e porca paletta il cuore batte forte per la paura. Non so dove ancora dove mi porta, come sempre.

Indosso brividi e sorrisi. Tale è la vita. Avete presente quell’attimo in cui il brivido si espande sulla pelle? Quello in cui non capisci se ti piace o il piacere è troppo intenso e rasenta l’intollerabile. Sì, questa è la vita, e io son un costruttore di giardini*.

Dico sempre che anelo alla pace, alla tranquillità, alla serenità, ma appena raggiungo un traguardo, quando potrei godermi il meritato riposo, vado oltre o distruggo quello realizzato per poter costruire nuovi sogni e nuovi percorsi.

Un traguardo è sempre l’inizio di una nuova tappa

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* Paulo Coelho ha scritto il pezzo qui sotto. Ai tempi, leggendolo, capii una parte importante di me. Il mio bisogno di certezze nella vita (il costruttore e le sue costruzioni) ma che la mia anima anela all’apprendimento (il giardiniere). Da qui il perché di molti avvenimenti della mia esistenza.
Io non sono né uno né l’altro. Non costruisco edifici, ma il giardino selvaggio m’incute troppo timore, e allora son diventata (o ci provo) un “architetto di giardini”, attraverso questo nutro la mia anima e per questo son diventata un costruttore di giardini.

Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura.
I giardinieri sapranno sempre riconoscersi l’un l’altro, perché nella storia di ogni pianta c’è la crescita della Terra intera

INNAMORATA


Tra il runner in palestra e il divano (copertina annessa), Coelho dopo molto è tornato a far parte del mio spazio.

Mentre leggevo il suo ultimo libro, la domanda che continuava a infilarsi tra una pagina e l’altra e che mi riproponevo di fargli era “Ma perché lo hai scritto?”.

E’ uno dei miei autori preferiti. Il mio amore per lui credo sia dipeso dal primo libro che mi arrivò tra le mani. Letto in pochissimo tempo, con una grande illuminazione sulla mia vita alla fine.

Lo ammetto, io quello scrittore più che leggerlo, lo uso. Lo uso per leggere me stessa.

In fondo la domanda vera, ora lo so, è “Ma perché l’ho letto io?”

Nel frattempo che mi do una risposta, che credo già in parte di sapere, sappiate che ieri mi hanno domandato: “Ma che bel sorriso! Ma sei innamorato di un uomo o della vita?”.

Qui la mia risposta è stata senza esitazione: “Della vita”.

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