COME STAI?


Vedi tra amici veri, il come stai non dovrebbe mai esistere, tranne quando sai già che l’altro non sta bene e domandi non per chiedere, ma per affermare “sono qui per te”.

Tu forse non lo hai ancora compreso, ma i tuoi “Come stai?” sono la prova che amici non lo siamo più. Gli amici sanno sempre come stai. Se lo domandi, è perché non sai più nulla di me, a parte le parole che io dico. Quelle che uso per ricoprire le mie nudità davanti al mondo.

Spesso rimaniamo legati a un’idea, un’immagine, un’emozione, una persona che ha radici nel passato che ora non c’è più. La vedi la catena? Ed io odio le catene.

Sento l’impulso ad andarmene, a chiudere dietro di me la porta, perché almeno dietro quell’uscio ci sarà il ricordo di qualcosa che è stato speciale, mentre ora lo vedo ricoprirsi di muffa e decomporsi lentamente nel vuoto.

Mi freme il cuore nel vederlo agonizzare, preferisco l’illusione che lo spazio e il tempo si sposteranno in mondi paralleli, in questo non c’è più ossigeno.

In questo ti lascio libero dalla tua promessa.

Photo by Anuchit Sundarakit

MEZZI


L’umido scende sotto la pelle, impregna a tua insaputa, non te ne rendi conto se non quando è troppo tardi.
Osservi quel cielo grigio piombo, sei calma, di una calma assurda, in attesa di qualcosa che non sai, ma è nascosta dietro quelle nubi.

Respiri piano, l’accettazione del mondo è anche il sapere che quello stesso cielo ti può scaldare o esser l’inizio della fine. Ma oggi no, oggi lo sai, oggi sei più forte, e ti gusti un temporale in una stagione che non dovrebbe averne.

Non c’è nulla di scontato nella vita.
Viaggiamo soli incrociando ogni tanto anime affini.
Scivoliamo in questa vita convinti di gestirla, ma abbiamo solo la scelta del mezzo con cui attraversarla.