TOMAHAWK


Credo che la cosa importante sia esserne consapevoli. Io credo di esserlo.
Lo dico perché nel momento stesso in cui accade, me ne rendo conto.

Ci sono persone che con la loro stessa presenza, anzi anche senza che vi sia necessariamente, basta che il loro pensiero aleggi tra le mie sinapsi, che subito, voilà, la parte peggiore di me, il lato oscuro, esplode dentro me.
Risale minacciosa, aggressiva, vestita di rabbia, in tenuta di guerra con il tomahawk in mano.

Ogni volta faccio un sospiro di quelli profondi e lunghi, le dico, “Per favore siediti qui, parliamone” e niente, iniziamo a trattare.

Non voglio la resa sia ben chiaro, io amo questa parte di me. E’ lei che mi salva il culo in alcune situazioni, diciamo che è “leggermente” trasbordante se le fai 10, lei ti restituisce 1000, con gli interessi, ed ha una pazienza che neppure vi immaginate. Capite dunque che è (molto) (molto molto) (moltissimo) (moltissimamente) pericolosa a volte. Però la amo lo stesso.

Abbiamo trattato anche questa volta. Io le do spazio, parlo di lei, faccio vedere che è viva e vegeta, che non esiste solo la me tutta “sole, cuore e amore” e lei si calma.

Il tomahawk non lo seppellisce, ma almeno non lo usa.
Credetemi, per come la conosco io, è un bene.

Maggiore è la luce, più profonda è l’oscurità.
Photo by Daniel Vazquez

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