SFUMATURE


Quando sarò grande vorrò avere del blu.
Nel blu mi adagio e Hope arriva.
Il blu si abbina al rosso.
Rossi sono i miei capelli.
La progenie di rosso e blu è viola, il colore della mia anima.

Il blu che avrò, avrà luce e diverrà anche azzurro, mi perderò ad osservare il cielo e quando la notte tornerà, appunterò stelle d’oro a rischiararmi il sentiero.

Il rosso che avrò, avrà luce e diverrà rosa e la mia passione si trasformerà in amore, la notte tornerà a divenir amante instancabile e padrone delle mie ore.

Il viola avrà luce, diverrà ametista come la pietra della mia nascita e la notte, come un caleidoscopio, diverrò tutte le gradazioni della mia anima, dall’oscuro indaco alla lavanda rosata, così tu, se vorrai, potrai finalmente vedermi.

purple

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COLORAMI


Ho pensieri come petali di rosa, quando un soffio di vento li depone nel cuore, si trasformano in morbidi marshmallow in attesa di essere morsi.
Quando arriverai, tu mordimi piano, con estenuante lentezza o farò di te un obeso d’amore.

Colorami di verde e rosa, cosicché il rosso verrà da se portando risate come un ruscello che scorre. Il viola già ci unisce dall’alto di una collina antica. Radici arancioni ci saldano, mentre il giallo oro della luce si stempera nel blu della notte che ci avvolge.

Colorami.
colorami

ROSSO


Il tempo è un ricordo vestito di rosso
Passo leggero che punge il cuore
Colora ricordi e spegne dolori
Sussurra pensieri, sinapsi come foglie


Rosso non è il mio colore, ma l’anima ne ho intrisa, quando lo indosso si innamora di me.

IMPERFEZIONI


Ho sempre vissuto negli estremi, o il bianco o il nero.
Pur sapendo che tra i due intercorre un’infinita varietà di grigi, io non li vedo. Ho imparato che ci sono, ma come una cieca, nell’individuarli vado a tentoni, con tutto quello che ne consegue.
La vita per me non può essere grigia. Il grigio è il preludio alla “morte”.
Photo by Renata Ramsini

Credo che da questo sia dipeso e dipenda tutta la mia vita.
Ti amo o non ti amo.
Fai parte di me o non lo fai.
Ti do o non ti do.

Che tu sia un amore, un’amicizia, un’anima antica che torna o nuova che incrocio, se ti vivo, ti vivo così. Se lo faccio in maniera diversa, se con te parlo il linguaggio del grigio (che ho appreso come s’impara una lingua straniera) e perché di te non mi interessa nulla. Che tu ci sia nella mia vita o non ci sia non fa la differenza, anzi spesso proprio non ti vedo, perché nel grigio io non vedo.

Se tu pretendi di viver grigio accanto a me mentre io vivo colorato (a prescindere dal colore che vivo in  quel momento) io smetterò di vederti.
Se credi che questo mio viver intenso si confonda con il possesso, cambia strada perché alla libertà do lo stesso valore della verità, irrinunciabili nella mia vita.
Se presumi che leggerezza e colori non siano sinonimo di serietà, scansati, mi ostruisci la strada.

Non sono una persona semplice a volte, capita che oscilli tra il caldo rosso e il freddo blu. Incapace di chiedere, ma pretendo quello che mi spetta. So perdonare, ma con difficoltà, del resto a me stessa non perdono quasi mai. Però lascio andare e non porto rancore.

No, non sono una persona semplice, anche se io penso di me “di una semplicità assoluta, tanto da apparire complicata ai molti”.
Proprio per questo se faccio parte della tua vita, e tu della mia, vuol dire che tanto a posto non sei neppure tu, ma questo credimi è la bellezza della nostra imperfezione.

GRATITUDINE


Ho tepore nel cuore oggi.
Perdono e leggerezza aleggiano in me, come ali dello stesso uccello.
Colori autunnali red passion risaltano in questo pallido sole che si stempera nella nebbia.
Photo by diamanta

Chissà se il merito è loro, delle mie scelte, o delle due messe insieme, ma sento il soffuso tepore della mia anima fino alla pelle.

Ci sono persone che mi rendono migliore e persone che mi rendono peggiore, lo vedo scritto nelle nuvole striate nel cielo

Delle seconde ora non mi importa; ora son solo grata alle prime, devo a loro la legna di questo calduccio.

GLI OMBRELLI DI TANNHAUSER


La prima volta ho pensato: “Che cazzo ci fa lì?”.
La seconda ho capito che era un segnale, un ombrello rosso, attaccato al guard rail di quella lunga superstrada che porta a Milano.
Quel rosso fuoco spiccava in tutto quello sfondo grigio con pezzetti di verde. Poco più in là un’auto mentre l’ombrello sussurrava al mondo: “Vuoi comprare un pò del mio corpo, io son qua, pochi minuti e ti farò volare, non costo tanto”.

Ed io mi son immaginata tutta la strada, tutti quei chilometri fino al grande caco* di guard rail riempiti di ombrelli colorati, come fiori che spuntano sui prati.

A volte riesco a trovare poesia anche dove non cè.

Del resto negli anni ho visto amore dove non c’era, ho visto amicizia dove non esisteva, ho visto luce nel buio e così ho imparato che non sempre quello che vedo è vero.
Ma oggi  sorrido. Vero son malinconica a cazzo, ma sorrido lo stesso perché a volte riesco a vedere la bellezza del mondo nascosta in un ombrello di Tannhäuser.



« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi,
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire. »

* ( Se New york è la grande mela, Milano  può essere benissimo il grande caco)