BARAONDA


“Fai così, vai di là, ma scherzi, sei fuori è sbagliato, sì ma sei umana carpe diem, ma il carpe te la mette nel culo stai attenta, lasciati andare, non farlo è sbagliato, pensa a te, pensa agli altri, coerenza, si con la coerenza ti pulisci, si ma poi, e poi vediamo

Respira cazzo, respira e respira piano che stai andando in tetania nel cervello e non riesci più a usarlo.

“Vedi te lo avevo detto, se apri quella porta, quello fugge, svolazza, corrigli dietro poi. Si vabbè mica poteva tenerlo imprigionato per sempre quel cazzo di muscolo no!? E’ arrivato il momento giusto. Se se, poi la consoli tu vero?

Oddio tutte queste voci che mi parlano insieme, mi strattonano, impazzisco.

“E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto.

Silenzio. Fate silenzio!

“Vedi che ti dicevo è già in fibrillazione. Bè male non gli fa un po’ di movimento e di scossone, tutto così certo e sotto controllo, sai che noia. Ma sentila che poi parli tu, gliele asciughi tu le lacrime? Dici e se invece sorride alla fine?

Psicopatia portami via.
Non mi ricordavo fosse una, così, devastante baraonda interiore.

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