PREVISIONI D’AMORE


È un kdrama ricolmo di grandi nomi, un’ambientazione diversa dal solito ma tenendo la base classica romantico sentimentale di molti drama. Se vi piacciono le storie d’amore un po’ tiramolla in attesa del lieto fine, questo “Previsioni d’amore” (conosciuto anche come “Cruel Story of Office Romance” o “Forecasting Love & Weather”) potrebbe essere un drama che vi piace.

TRAMA
Jin Ha Kyung
è una trentacinquenne che lavora alla Korea Meteorological Administration. Una donna che cerca conferme e sicurezza in ogni ambito, lavorativo e non, lo fa cercando di essere il più razionale possibile. Sta per sposarsi con Han Ki Joon, portavoce ufficiale del KMA.

Nel frattempo entra in contatto con Lee Shi Woo, un esuberante giovane venticinquenne, meteorologo di un ufficio distaccato del KMA, con il quale ha una discussione, non credendo alle parole del giovane sull’arrivo di pioggia e di una grandinata. Qualche tempo dopo Lee Shi Woo viene trasferito all’ufficio centrale, dove lavora Jin Ha Kyung.

Chae Yoo Jin, è una giornalista in pianta stabile al centro meteorologico, convivente di Lee Shi Woo, sta vivendo la convivenza come un peso, mentre cerca di far decollare la sua carriera.

Come si incroceranno i loro destini?

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Non mi aspettavo molto da questo drama, sapevo che di base (già dal titolo) sarebbe stata una storia d’amore classica, ma pur non avendo aspettative, è stato peggio di quanto pensassi.

Una storia “congelata”, rigida e fredda come il ruolo della protagonista.
Tra i protagonisti passione e trasporto non pervenuti, coinvolgimento zero, capacità recitativa “desaparecidos”, ad esclusione di Song Kang, che ha fatto crescere il suo personaggio man mano nella storia, cosa che ha fatto anche Yoon Park anche se in maniera inferiore.

Devo dire che, invece, i personaggi secondari, sono tutti bravissimi.

Park Min Young qui è sembrata un’attrice alla prime armi, con poche espressioni visive e una comunicazione corporea prossima allo zero. Mi auguro che sia colpa di qualcuno che le ha imposto questo tipo di recitazione, perché puoi interpretare un ruolo da persona razionale e con la paura di essere ferita, in modo più convincente.

Inoltre, hanno avuto la capacità di fare qualcosa che pensavo impossibile, sono riusciti nei primi episodi a far diventare brutto Song Kang, stiamo parlando di Kang! Ce ne vuole per farlo diventare brutto (e vi assicuro che non erano esigente di copione). Solo verso la fine hanno recuperato il vero Kang.

Detto questo il drama scorre, non avvince, ma si fa guardare.

Una cosa mi è piaciuta molto, ad ogni puntata corrisponde un fenomeno meteorologico, che corrisponde allo stato d’animo sentimentale dei due protagonisti, applicando delle metafore tra meteo e amore.


Frasi che mi hanno colpito.
Jin Ha Kyung che pensa tra se:
Perfino quando non sappiamo cosa fare, o non riusciamo a distinguere il bene dal male, dobbiamo prendere delle decisioni. Dobbiamo decidere cos’è giusto e quali sono le risposte alla vita.”

La madre di Jin Ha Kyung parlando con lei:
La vita è breve, sciocchi. Smettila di cercare di prevedere solo che tempo farà domani. Osserva anche le condizioni meteo di oggi. Guarda il cielo ogni tanto. Sali sul tetto, goditi la brezza, e guarda la persona che ami. Perché cercare le risposte di domani, se non riesci a vivere il presente?

GLI ATTORI
Park Min Young
interpreta Jin Ha Kyung, direttrice del centro meteorologico centrale di Seul.
Chi non la conosce grazie a “What’s Wrong with Secretary Kim “e “Her Private Life”? E cito solo i più famosi. Purtroppo qui è molto lontana dagli splendori di quelle interpretazioni, colpa sua o colpa del ruolo, non so dire.

Song Kang interpreta Lee Shi Woo, giovane meteorologo che viene trasferito alla KMA (Korea Meteorological Administration) dove lavora Jin Ha Kyung
Anche per lui cito qualche drama: “Love Alarm”, “Navillera” e “Nevertheless”. Ha confermato la sua grande capacità recitativa, e in questo drama non è stata cosa da poco.

Yoon Park interpreta Han Ki Joon, portavoce ufficiale del KMA.
Lo conosco davvero poco, ma in questo drama partendo da un ruolo un po’ macchietta, è riuscito a trasformarlo man mano che il drama avanzava.  

Yura
interpreta Chae Yoo Jin, giornalista in pianta stabile al centro meteorologico.
Nonostante abbia alle spalle una lunga carriera, anche come attrice, per me è stata la prima volta in cui l’ho vista recitare. In questo drama le hanno dato un ruolo un po’ da “cliché dramoso”.

E poi c’è Lei, il pilastro femminile dei drama coreani un’attrice che amo moltissimo, sempre in ruoli secondari, ma con la sua presenza il drama acquista punti, Kim Mi Kyung, nel ruolo della madre di Jin Ha Kyung.

VISTO su Netflix

VOTO 7 – 7,5
(Il mezzo punto in più è dato da Song Kang e da Kim Mi Kyung)

Rammento che quando io scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.

NAVILLERA


Un giovane con il futuro davanti a se con un progetto da portare avanti ma ancora in fase di crescita, e per questo, un vissuto tormentato. L’altro ormai anziano con un passato dietro se, la sensazione di aver perso qualcosa ma con la sicurezza che dà solo l’aver attraversato la vita.
La vita davanti a se e la vita dietro se.

Il fato, il destino, il caso o forse quel battito di ali della teoria del caos che tanto caos non è, li fa incontrare, e da lì inizia questo stupendo rapporto. Il più giovane Lee Chae Rok (interpretato da Song Kang) cambierà mettendo un piede nel mondo con più sicurezza e il più anziano Shim Deok Chul (interpretato da Park In Hwan) troverà ancora la forza del proprio sogno.

Questo kdrama ha messo a fuoco un timore che noi “cerebrali emotivi” abbiamo, e forse a causa di questo, i miei tempi di visione sono stati diversi.
Di solito quando “attacco” un drama, vengo presa da una passione smisurata, se potessi farei ogni volta delle maratone (ammetto che a volte ho fatto delle semi maratone). Con Navillera non mi è stato possibile. Dopo un episodio (al massimo uno e mezzo) dovevo staccare, dovevo prendere tempo e fiato per farlo diventare mio.
Avevo la sensazione che non avrei potuto reggere tutto il peso delle emozioni che trasmetteva oltre un episodio, anche se la storia e le immagini scorrevano leggere e delicate, ma erano leggere alla “Nabillera” fragili.

In questo kdrama nessuna storia d’amore, nessun retroscena che fa sobbalzare, nessun colpo di scena, solo un continuo scorrere, che con lentezza e grazia, (come i movimenti dei ballerini di danza classica) regala poesia fatta immagini.

Della trama non dico altro, se voleste vederla non vorrei anticipare (non volendo) situazioni o frasi che potrebbero spoilerare, ma qualche parola la spendo su altro.

Song Kang è il giovane ventitreenne, ballerino di danza classica, che interpreta davvero magistralmente. Durante la visione della serie mi chiedevo: “Ma sarà una controfigura, non è possibile che sia così bravo”. Al contempo la ripresa inquadrava anche il viso e quindi, rimanevo con il dubbio. Questo dubbio ha fatto si che facessi ricerca e scoprissi, “Sì, è lui che danza!”.
Sonk Kang per mesi ha studiato danza classica per poter interpretare questo ruolo. Questa cosa mi ha lasciato a bocca aperta per lo stupore e fatto amare ancora di più questo attore, (visto in Love Alarm).

Park In Hwan non lo conoscevo, è un attore settantasettenne, ha dato questa immagine al suo personaggio di uomo gentile con il mondo, che ha donato la sua vita al lavoro e alla famiglia e ora, sempre con gentilezza ma determinazione, vuole che il suo sogno tarpato in gioventù, diventi realtà.
Vederlo apprendere la danza ha dato a me il pensiero che “non è mai troppo tardi“.

Kim Tae Hun il maestro di danza Ki Seung-joo, altro attore coreano che non conoscevo. Ha vestito il suo personaggio di fascino, durezza, amore e tenerezza celata. Lo ha fatto così bene, che mi sono innamorata di lui.

Kim Kwon mette in scena il ruolo dell’ex amico di Chae Rok, che ora detesta e odia, imputandogli quello che gli è accaduto, tramite il padre. Ha avuto la capacità di farsi odiare all’inizio e comunque comprendere le sue motivazioni, senza approvarle, verso la fine. Quando un attore riesce a farmi cambiare idea sul personaggio una o più volte con la sua interpretazione, riconosco in lui la grande capacità di coinvolgere. E questo che fa grande un attore.

L’interprete femminile Na Moon Hee ovvero Choi Hae-nam, moglie dell’anziano Deok Chul. Sinceramente all’inizio degli episodi mi risultava un personaggio ai limiti della visione dell’occhio, messa lì come riempimento della storia, ed invece me la sono ritrovata con un pathos e un ruolo che mi ha fatto deglutire l’emozione.

Chiudo con qualche curiosità.

Cosa è Navillera? E’ un movimento leggiadro, un battito d’ali di farfalla, questo è ciò che regala il nome a questo kdrama, così diverso da quelli che siamo abituati di solito a vedere.

Vi è anche un riferimento a una poesia coreana. La danza di una monaca, di Cho Chi Hun. Questo scrittore ha menzionato per la prima volta la parola “Nabillera” a significare quel movimento delicato e fine, appunto come quello di una farfalla.

In tempi non recenti i coreani usavano questa parola per esprimere contemporaneamente qualcosa di delicato, bello e fragile. Oggi non è più usata, e quando lo è, ha modificato il suo senso, è rimasto il suo raro utilizzo come espressione di grande dubbio.

Esiste anche danza buddista coreana chiamata “Nabichum” ovvero “la danza della farfalla“.

Io ringrazio i drama coreani, grazie a loro la mia curiosità per il mondo è rinata, grazie a loro mi sono interessata ad altre culture, grazie a loro ho cercato la storia di altri paesi e sempre grazie a loro cerco e scopro sempre cose nuove, grazie a loro ho scoperto i drama di altri paesi che a loro volta mi hanno interessata (e continuano a farlo) alla loro cultura, scoprendo cose sempre nuove.

Io non ho mai amato la danza classica, questa serie me l’ha fatta amare un pò, amo la metafora che porta questa serie e che ho “traslato” sul mio vedere i drama (di qualsiasi nazione siano).
Possono sembrare leggeri, senza grandi pretese, ma dietro vi sono un lavoro e una conoscenza enorme. Quello che trovi, che scopri, dipende da te, da quanto vuoi approfondire, da quanto ami quella cosa.

Con i drama io ho scoperto la storia di altri popoli, i loro modi di vivere, ho comprato libri dei loro scrittori e ho cercato di capire perchè abbiamo pensieri diversi sul vivere, scoprendo che siamo diversi, ma non così tanto quanto potrebbe sembrare.

Non esiste nulla di stupido al mondo, esiste come tu vivi quella cosa.